Friday, October 31, 2008
Wednesday, October 29, 2008
Tuesday, October 28, 2008
!!!!!!
Tantomeno quella del blogger.
Si, facebook e twitter rubano risorse, ma non è quello.
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E' che c'ho da fare.
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Tuesday, October 14, 2008
Quando erano italiani gli immigrati da linciare
Copio e incollo perchè merita, e perchè è bello, ogni tanto, non sentirsi circondati da Repubblichini di Salò...
«Acque-Morte ci addita l'orrenda / Ecatombe di vittime inulte!/ No, jamais, sì ferale tregenda / In Italia obliata sarà» tuona indignata la poesia Il grido d'Italia per le stragi di Aigues-Mortes, scritta di getto da Alessandro Pagliari, nel 1893, a ridosso del massacro. Invece è successo. L'Italia ha dimenticato quella feroce caccia all'italiano nelle saline della Camargue, alle foci del Rodano, che vide la morte di un numero ancora imprecisato di emigrati piemontesi, lombardi, liguri, toscani. Basti dire che, stando all'archivio del Corriere della Sera, le (rapide) citazioni della carneficina dal 1988 a oggi sui nostri principali quotidiani e settimanali sono state otto. Per non dire degli articoli dedicati espressamente al tema: due. Due articoli in venti anni. Contro i 57 riferimenti ad Adua, i 139 a El Alamein, i 172 a Cefalonia… Eppure, Dio sa quanto ci sarebbe bisogno, in Italia, di recuperare la memoria. Che cosa fu, Maurice Terras, il primo cittadino del paese, se non un «sindaco-sceriffo» che cercò non di calmare gli animi ma di cavalcare le proteste xenofobe dei manovali francesi contro gli «intrusi» italiani? Rileggiamo il suo primo comunicato, affisso sui muri dopo avere ottenuto che i padroni delle saline, sotto il crescente rumoreggiare della folla, licenziassero gli immigrati: «Il sindaco della città di Aigues-Mortes ha l'onore di portare a conoscenza dei suoi amministrati che la Compagnia ha privato di lavoro le persone di nazionalità italiana e che da domani i vari cantieri saranno aperti agli operai che si presenteranno. Il sindaco invita la popolazione alla calma e al mantenimento dell'ordine. Ogni disordine deve infatti cessare, dopo la decisione della Compagnia».
Per non dire del secondo manifesto che, affisso dopo la strage, toglie il fiato: «Gli operai francesi hanno avuto piena soddisfazione. Il sindaco della città di Aigues-Mortes invita tutta la popolazione a ritrovare la calma e a riprendere il lavoro, tralasciati per un momento. (...) Raccogliamoci per curare le nostre ferite e, recandoci tranquillamente al lavoro, dimostriamo come il nostro scopo sia stato raggiunto e le nostre rivendicazioni accolte. Viva la Francia! Viva Aigues-Mortes!». È vero, grazie al cielo da noi non sono mai divampati pogrom razzisti contro gli immigrati neppure lontanamente paragonabili a quelli scatenati contro i nostri nonni. Non solo ad Aigues-Mortes ma a Palestro, un paese fondato tra Algeri e Costantina da una cinquantina di famiglie trentine e spazzato via nel 1871 da una sanguinosa rivolta dei Cabili. A Kalgoorlie, nel deserto a 600 chilometri da Perth, dove gli australiani decisero di «festeggiare » l'Australian Day del 1934 scatenando tre giorni di incendi, devastazioni, assalti contro i nostri emigrati. (...)
Ma soprattutto negli Stati Uniti dove, dal massacro di New Orleans a quello di Tallulah, siamo stati i più linciati dopo i negri. Al punto che un giornale democratico, ironizzando amaro sui ridicoli risarcimenti concessi ai parenti dei morti, arrivò a pubblicare una vignetta in cui il segretario di Stato americano porgeva una borsa all'ambasciatore d'Italia e commentava: «Costano tanto poco questi italiani che vale la pena di linciarli tutti». È vero, da noi non sono mai state registrate esplosioni di violenza xenofoba così. È fuori discussione, però, che i germi dell'aggressività verbale che infettarono le teste e i cuori di quei francesi impazziti di odio nelle ore dell'eccidio somigliano maledettamente ai germi di aggressività verbale emersi in questi anni nel nostro Paese. Anzi, sembrano perfino più sobri. Maurice Barrès scriveva nell'articolo Contre les étrangers su Le Figaro, che «il decremento della natalità e il processo di esaurimento della nostra energia (...) hanno portato all'invasione del nostro territorio da parte di elementi stranieri che s'adoprano per sottometterci ».
Umberto Bossi è andato più in là, barrendo al congresso della Lega di qualche anno fa: «Nei prossimi dieci anni vogliono portare in Padania tredici o quindici milioni di immigrati, per tenere nella colonia romano-congolese questa maledetta razza padana, razza pura, razza eletta». Le Mémorial d'Aix scriveva che gli italiani «presto ci tratteranno come un Paese conquistato » e «fanno concorrenza alla manodopera francese e si accaparrano i nostri soldi». Il sindaco di Treviso Giancarlo Gentilini ha tuonato che «gli immigrati annacquano la nostra civiltà e rovinano la razza Piave» e occorre «liberare l'Italia da queste orde selvagge che entrano da tutte le parti senza freni» per «rifare l'Italia, l'Italia sana, in modo che non ci sia più inquinamento». (...) Per non dire del problema della criminalità. Quella dei nostri emigranti accecava i francesi che sul Memorial d'Aix denunciavano come «la presenza degli stranieri in Francia costituisce un pericolo permanente, spesso questi operai sono delle spie; generalmente sono di dubbia moralità, il tasso di criminalità è elevato: del 20%, mentre nei nostri non è che del 5». Quella degli immigrati in Italia, per quanto sia reale, fonte di legittime preoccupazioni e giusta motivazione al varo di leggi più severe, acceca certi italiani. Fino a spingere il futuro capogruppo al Senato del Popolo della Libertà, Maurizio Gasparri, a sbraitare dopo il massacro di Erba parole allucinate: «Chi ha votato l'indulto ha contribuito a questo eccidio. Complimenti. Ha fruito di quel provvedimento anche il tunisino che ha massacrato il figlio di due anni, la moglie, la suocera e la vicina a Erba».
L'europarlamentare Mario Borghezio riuscì a essere perfino più volgare: «La spaventosa mattanza cui ha dato luogo a Erba un delinquente spacciatore marocchino ci prospetta quello che sarà, molte altre volte, uno scenario a cui dobbiamo abituarci. Al di là dell'“effetto indulto”, che qui come in altri casi dà la libertà a chi certo non la merita, vi è e resta in tutta la sua spaventosa pericolosità una situazione determinata da modi di agire e di reagire spazialmente lontani dalla nostra cultura e dalla nostra civiltà». Chi fossero gli assassini si è poi scoperto: Rosa Bazzi e Olindo Romano, i vicini di casa xenofobi e razzisti. Del tutto inseriti, apparentemente, nella «nostra cultura e nella nostra civiltà». Insistiamo: nessun paragone. Ma gelano il sangue certe parole usate in questi anni. Come un volantino nella bacheca di un'azienda di Pieve di Soligo: «Si comunica l'apertura della caccia per la seguente selvaggina migratoria: rumeni, albanesi, kosovari, zingari, talebani, afghani ed extracomunitari in genere. È consentito l'uso di fucili, carabine e pistole di grosso calibro. Si consiglia l'abbattimento di capi giovani per estinguere più rapidamente le razze». (...) Per irridere amaramente a certi toni tesi a cavalcare l'odio e la paura, l'attore Antonio Albanese ha creato insieme con Michele Serra un personaggio ironicamente spaventoso: «Io sono il ministro della paura e come ben sapete senza la paura non si vive. (…)
Una società senza paura è come una casa senza fondamenta. Per questo io starò sempre qua, nel mio ufficio bianco, alla mia scrivania bianca, di fronte al mio poster bianco. Con tre pulsanti, i miei attrezzi da lavoro: pulsante giallo, pulsante arancione, pulsante rosso. Rispettivamente poca paura, abbastanza paura, paurissima». C'è da ridere, e si ride. Ma anche da spaventarsi. E ci si spaventa. Ecco, in un contesto come questo, in cui perfino un presidente del Consiglio come Silvio Berlusconi arriva a sbuffare a Porta a Porta sulla xenofobia imputata alla sua coalizione dicendo di non capire «perché questa parola dovrebbe avere un significato così negativo », il libro di Enzo Barnabà sul massacro dei nostri emigranti ad Aigues-Mortes è una boccata di ossigeno. Perché solo ricordando che siamo stati un popolo di emigranti vittime di odio razzista, come ha fatto il vescovo di Padova Antonio Mattiazzo denunciando «segni di paura e di insicurezza che talvolta rasentano il razzismo e la xenofobia, spesso cavalcati da correnti ideologiche e falsati da un'informazione che deforma la realtà», si può evitare che oggi, domani o dopodomani si ripetano altre cacce all'uomo. Mai più Aigues- Mortes. Mai più.
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Saturday, October 11, 2008
Thursday, October 09, 2008
silvio sei il migliore
Il governo salva Geronzi Tanzi e Cragnotti - economia - Repubblica.it
Un'altra? Sì, un'altra. E per chi stavolta? Ma per Cesare Geronzi, il presidente di Mediobanca negli impicci giudiziari per via dei crac Parmalat e Cirio. La fabbrica permanente delle leggi ad personam, col marchio di fedeltà del governo Berlusconi, ne produce un'altra, infilata nelle pieghe della legge di conversione del decreto Alitalia. Non se ne accorge nessuno, dell'opposizione s'intende, quando il 2 ottobre passa al Senato. Eppure, come già si scrivono i magistrati nelle maling list, si tratta d'una "bomba atomica" destinata a far saltare per aria a ripetizione non solo i vecchi processi per bancarotta fraudolenta, ma a bloccare quelli futuri.
Con un semplice, e in vero anche mal scritto, articolo 7bis che modifica la legge Marzano sui salvataggi delle grandi imprese e quella sul diritto fallimentare del 1942. L'emendamento dice che per essere perseguiti penalmente per una mala gestione aziendale è necessario che l'impresa si trovi in stato di fallimento.
Se invece è guidata da un commissario, e magari va anche bene come nel caso della Parmalat, nessun pubblico ministero potrà mettere sotto processo chi ha determinato la crisi. Se finora lo stato d'insolvenza era equiparato all'amministrazione controllata e al fallimento, in futuro, se la legge dovesse passare com'è uscita dal Senato, non sarà più così. I cattivi manager, contro cui tutti tuonano, verranno salvati se l'impresa non sarà definitivamente fallita.
UPDATE: il governo ha appena nnunciato che il provvedimento sarà cancellato.
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Monday, October 06, 2008
Credi a dio, non alla carifano
Mutui, Papa: "I soldi scompaiono solo la parola di Dio è solida" - economia - Repubblica.it
Anche il Papa è intervenuto sulla crisi mutui, ricordando che "i soldi scompaiono" e che "solo la parola di Dio è una realtà solida"
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Friday, September 26, 2008
leoni in gabbia...?
PI: Lavoro IT/ Leone in gabbia
Poi un giorno, senza nessun preavviso, quella porta la prendete davvero, ed allora ecco che vi corrono dietro cercando di fermarvi. All'improvviso si sono accorti che senza di voi le cose non si possono più fare e, non si sa perché, vi offrono lo stesso trattamento che degli sconosciuti non hanno avuto problemi a riconoscervi, il tutto con fare ragionevole, in modo affabile e con un'espressione sincera. Delle persone sorde e cieche alle vostre richieste ora non vi è traccia.
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Sunday, September 21, 2008
Blind Melon - Wishing Well
Bello che siano tornati i Blind Melon ;)
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Wednesday, September 17, 2008
da lei mi farei davvero toccare
Vezzali e Silvio, critiche dal Pd Il Coni: «Un oro può dire tutto» - Corriere della Sera
Con quel suo «da lei mi farei davvero toccare», termine tecnico con margine di doppio senso, forse perché detto occhi negli occhi del premier in quel di Porta a Porta,Tag Technorati: berlusconi, ministro zoccola, carfagna
l'altra sera, la tri-campionessa olimpica di fioretto Valentina Vezzali rimedia le sue prime stoccate politiche. «L'intreccio tra politica e sport non è mai buono», rimprovera Rosy Bindi. «Se poi si gioca sul doppio significato delle parole tra una donna e il Berlusconi del dopo intercettazioni la miscela diventa esplosiva e il risultato deprimente». Premette «non sono moralista»Anna Paola Concia (Pd) e poi affonda: «La sceneggiata con Berlusconi è stata l'immagine della prostrazione femminile al potere maschile, inutile e dannosa perché arriva da un simbolo vincente delle Olimpiadi».
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Etichette: agente betulla, berlusconi, ministro zoccola
Saturday, September 13, 2008
silvio vince sempre...
Alitalia, allarme Fantozzi 'Da lunedi' voli a rischio' Scatta la cassa integrazione
Il premier Silvio Berlusconi ha detto: "Il destino di Alitalia è messo in forse dal comportamento irragionevole di alcune categorie di dipendenti e in questo noi vediamo la forte influenza della sinistra che pur di dare smacco al governo non esita a considerare poco importante il disastro che arrecherebbe a tutto il Paese se Alitalia dovesse portare i libri in tribunale. Spero che questo non accada"
berlusconi, alitalia, fallimento
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Etichette: alitalia, berlusconi
Thursday, September 11, 2008
viva el goleador!
Di seguito, maggiori informazioni su questo mito di canzone di tale Oscar Prudente!
"Un caso simile è quello di 'Let's go' dei Routers (1963), brano strumentale di surf-music basato sul battito delle mani - due colpi, poi tre, poi quattro, poi di nuovo due, ripetuti in modo incalzante. E' una sequenza diventata classica - quasi nessuno sa da chi è stata inventata, ma non c'è clacson che non la esegua dopo una vittoria della squadra del cuore o della nazionale. Mutuando la ritmica da questo brano, divenuto ormai un "traditional" delle curve di tutto il mondo, l'ex componente dei Delirium Oscar Prudente scrisse questo brano come sigla per la trasmissione sportiva "Domenica Sprint", in onda negli ultimi anni '70 e nei primi '80. A caratterizzare il pezzo, oltre alla chitarra distorta di Prudente, una voce tenorile che alla maniera del tenore Serafino, tifoso molto popolare negli anni '70, intonava di tanto in tanto una frase che non tutti riuscivano a decifrare - l'autore poi spiegò trattarsi di "Viva viva il goleador".
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Monday, September 08, 2008
itaglia ti voglio bene
Un giovane che indossava una maglietta con la scritta "Bad Religion" (cattiva religione) e col simbolo del divieto rosso sopra una croce, è stato fermato e identificato dalla Polizia nei pressi della basilica di Bonaria. Gli agenti della Digos della Questura di Cagliari lo hanno bloccato proprio davanti al "Varco 1", tra via Milano e via Ravenna, da dove i fedeli stavano accedendo al piazzale antistante il santuario di Bonaria. Il giovane aveva con sé anche un borsone, che è stato subito perquisito, ma gli agenti non hanno trovato nulla di illegale.
Per chi non lo sapesse, i bad religion sono un gruppo punk.
bad religion, poliziotti scemi
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Saturday, September 06, 2008
Friday, August 29, 2008
La stronzata più grossa della storia...
"Il calcio è un diritto di tutti e tale deve rimanere"
Finchè ci sarà gente che pensa questo sto paese rimarrà sempre un paese del cazzo...
Il calcio è un diritto di tutti: non toglieteci Tutto il calcio minuto per minuto.
E ora vogliono toglierci tutto questo. Sì, lo so che molti ormai seguono le partite su Sky, o alla peggio sulle tante radio e TV private che informano dei cambiamenti di risultato o seguono esclusivamente la nostra squadra del cuore, ma Tutto il calcio minuto per minuto è impagabile e irraggiungibile. Nulla potrà mai emulare le gesta dei nipotini di ameriluzziciottiferrettibortoluzzi & co., così come non esisterà mai più una trasmissione come Novantesimo Minuto, ricca di personaggi come Tonino Carino, Cesare Castellotti, Ferruccio Gard, Luigi Necco, Gianni Vasino, Giorgio Bubba e scusatemi per coloro che ho dimenticato.Tag Technorati: polisblog, calcio, diritti tv, cazzate
Quattro minuti di cronaca previsti dalla legge… è tutto qui quello che resterà? No. Non lo possiamo accettare. Il calcio è un diritto di tutti e tale deve rimanere.
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Tuesday, August 26, 2008
Ci sono ancora...
Siate fiducioso che ritornerò, spero presto ;)
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Saturday, August 23, 2008
Sunday, August 17, 2008
Thursday, August 07, 2008
Sarà demagogia...
E gli statali non si ammalano più Crollo del 37,1% delle assenze - economia - Repubblica.it
Un crollo verticale del 37,1 per cento. Di malati e di relative assenze nell'unico settore del pubblico impiego. Diventiamo un paese più sano. E anche più efficiente.
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