Wednesday, June 24, 2009

questo

questo è il paese in cui vivo

Mi addormento all'una, mi sveglio alle sei.
Sembrava avessero voglia di coinvolgermi nella discussione, soprattutto la barista che continuava a parlare guardando verso di me con un sorriso di sfida.
Ho proprio la faccia del nemico bolscevico.
Allora mi sono lasciato coinvolgere.
Dopo circa cinque minuti, mi hanno detto che parlavo troppo bene. Che si vedeva che avevo studiato, e che di conseguenza, non avendo mai lavorato in vita mia come D’Alema dovevo stare zitto. Oppure andare in Corea del Nord



Tuesday, June 23, 2009

ipse dixit

ah ecco, mi sembrava
' IL POLITICO NON HA UN PRIVATO' PAROLA DI AUGUSTO - Repubblica.it » Ricerca
abbiamo una classe politica nuova che non ha ancora assimilato il fatto che un politico è un uomo pubblico in ogni momento della sua giornata e che deve comportarsi e parlare come tal


pericolo

sta di fatto che la replica del ministro repubblica poteva pubblicarla, anche se non è obbligatorio per legge...

Da Bondi attacco a Repubblica "Un pericolo per la democrazia" - Politica - Repubblica.it
L'invettiva del ministro Bondi nei confronti di "Repubblica", ma più ancora della libertà di informazione, merita nella sua miseria roboante appena due righe di commento. Soltanto nel nostro Paese un ministro della Cultura può definire un giornale "un'insidia per la democrazia". Evidentemente nella sua concezione della democrazia che non prevede contropoteri e pubblica opinione, ma solo sudditi, la libera stampa rappresenta un'insidia. I cittadini sono avvertiti. Quanto all'accusa di ignorare le repliche vogliamo rammentare all'onorevole Bondi che l'obbligo ai giornali di pubblicare qualsiasi lettera di ministri non è stabilito per legge. Almeno per ora.




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Saturday, June 20, 2009

lost in berlusconi



Lost In Berlusconi



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Thursday, June 18, 2009

la mignottocrazia

Nichi Vendola: La crisi e le donne del premier (link a facebook)
Non è facile parlare in un Paese devastato dalla crisi, con le aziende che chiudono, con i docenti che saranno falcidiati dal taglio delle classi, con le aggressioni razziste che si susseguono, di Patrizia D’Addario.

O forse è troppo facile: i corrispondenti di metà del mondo sono in arrivo a Bari per narrare le gesta di chi sostiene di aver passato notti infuocate a casa del Presidente del Consiglio in cambio di denaro.
E’ troppo facile parlare di mignottocrazia quando all’orizzonte ci sono i referendum che un colpo mortale lo assesteranno (in caso di quorum) alle residue speranze di partecipazione e di democrazia sostanziale in questo Paese.

Poi le donne: Noemi, Veronica, Patrizia: tutte relegate al ruolo che compete loro nella società dei lustrini, delle vallette e delle veline.

Il caso della donna barese proiettata prima verso le feste di palazzo Grazioli, poi verso chissà quali letti e ancora, verso la lista elettorale “champagne” della Puglia prima di tutto è infatti un paradigma di quella lotta che si continua a combattere sul corpo delle donne.

Donne vivisezionate, usate, lasciate lì sullo sfondo come oggetti di cui liberarsi dai moralisti (maschi e con il potere) della domenica. I sepolcri imbiancati.
E i peggiori moralisti sono proprio quelli che di giorno invocano i valori della “famiglia” e di notte vanno a caccia per “soddisfare le proprie voglie, senza indagare se il/la concupito ha il cuore libero oppure ha moglie”.

Se solo De Andrè ci viene in soccorso in queste ore quando i giornali e le tv sono diventati succursali di riviste di gossip, oscurando – ad esempio – che Marchionne sta per chiudere gli stabilimenti Fiat di Termini Imerese e di Pomigliano – vuol dire che siamo proprio alla frutta.
Quella frutta che veniva servita con lo champagne sui vassoi dorati di palazzo Grazioli o di villa Certosa agli ospiti e alle ospiti in attesa dell’apparizione del Capo perché le danze partissero.


Sunday, June 14, 2009

maurizio!

A Tetris Talese lancia il libro e Gasparri se ne va: il video
Come noto Luca Telese offre la marchetta, gratuita, al libro scritto da Maurizio Gasparri dal titolo “Il viaggio del Popolo della Libertà” e per liberarsene lo lancia a terra non appena le telecamere staccano sull’ospite che tronfio si prepara a raccontare le meraviglie della sua ultima fatica letteraria. La reazione del presidenti dei senatori del Pdl è assolutamente ridicola: mentre tutti gli ospiti e il pubblico ridono di gusto, e nonostante Telese si scusi spiegando che il suo gesto è dettato semplicemente dal senso pratico (non ha un tavolo dove poggiare il libro), Gasparri si alza platealmente sfilandosi il microfono. Dopo aver dato del “nazista” al conduttore abbandona lo studio andando a dare la mano a tutti i collaboratori del programma che lo invitano a sedersi. Assolutamente da non perdere.






Gasparri si offende e dà del nazista a Telese (Tetris 11/06/2009)



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Monday, June 08, 2009